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August 7, 2011

“I lancieri di Garibaldi passarono al galoppo. Fosse stato di nuovo al mondo Sir Walter Scott per vederli!”

(NoveColonne ATG) Roma - “I lancieri di Garibaldi passarono al galoppo. Fosse stato di nuovo al mondo Sir Walter Scott per vederli! Erano tutte figure snelle, atletiche, risolute, molti con le forme della bellezza meridionale maschile più splendida, tutti illuminati dallo spirito, e resi nobili dal coraggio deciso a osare, agire, morire”.

August 4, 2011

Il risultato delle Amministrative del maggio-giugno 2011, e la successiva ribaditura del referendum, impongono una riflessione che non è semplice: i proclami correnti nascondono una realtà molto più complessa della travolgente vittoria e della totale disfatta.  Con qualche risvolto d’ombra. L’”analisi del voto”, sublime e appassionante esercizio del particolare raffinato ramo della politologia italiana, che una volta si faceva su uno modulo rigorosamente organizzato dallo schema dei partiti, in questa tornata richiede altre grammatiche. Poco praticate scientificamente: si va quindi “a pancia”. 

Mentre è facile dire chi ha perso: Lega e PdL, individuare esattamente chi e cosa ha vinto non è altrettanto semplice. Se supponiamo che i risultati nelle tre città più importanti siano caratteristici e rappresentativi di un quadro più generale (una grossa approssimazione) la riflessione è scoraggiante: Torino, Napoli e Milano sono, per l’analisi del voto, tre pianeti diversi.

August 2, 2011

Cadono le vecchie strutture partitiche nel 91-92 e vengono sostituite da nuove aggregazioni che solo in modo ambiguo si riferiscono alla passata esperienza ideologica. L’anima del Partito Comunista Italiano non si riconosce nelle nuove aggregazioni che via via vengono proposte per superare la catastrofe ideologica del comunismo di matrice sovietica del 1989.

Cadono le vecchie strutture partitiche nel 91-92 e vengono sostituite da nuove aggregazioni che solo in modo ambiguo si riferiscono alla passata esperienza ideologica. L’anima del Partito Comunista Italiano non si riconosce nelle nuove aggregazioni che via via vengono proposte per superare la catastrofe ideologica del comunismo di matrice sovietica del 1989.

August 14, 2010

Mi pare che tutto si stia svolgendo secondo un copione confuso ma leggibile, con qualche incidente di percorso. Assistiamo a una complessa manovra, sinergica non organizzata, se non implicitamente, della stampa, di parte della magistratura, dell’opposizione esterna al Governo sfrangiata, di quella interna di Fini e dei suoi seguaci, dei “poteri forti” diffusi e diagonali, del Presidente Napolitano che inspiegabilmente rilascia interviste all’Unità invece di usare i canali ufficiali del suo Gabinetto e che si schiera quando dichiara:

 

“...è ora che cessi una campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale qual è quella volta a delegittimare il Presidente di un ramo del Parlamento e la stessa funzione essenziale che egli è chiamato ad assolvere per la continuità dell’attività legislativa.”

April 12, 2009

Dal Corriere della Sera: Sul caso (Annozero) interviene anche il Pd Vincenzo Vita, con una posizione diversa, rivolta all'intervento di Fini e Berlusconi: «Ognuno può giudicare come meglio crede la trasmissione di Michele Santoro sul terremoto, ma il problema è che "ancora una volta" c¹è un "attacco alla libertà di informazione da parte di Silvio Berlusconi. Non si tratta di dare voti e giudizi sul programma di Santoro, sul quale è legittimo avere opinioni diverse e contraddittorie. Ed è anche doveroso ribadire sostegno e plauso verso il lavoro enorme della protezione civile.

Dal Corriere della Sera: Sul caso (Annozero) interviene anche il Pd Vincenzo Vita, con una posizione diversa, rivolta all'intervento di Fini e Berlusconi: «Ognuno può giudicare come meglio crede la trasmissione di Michele Santoro sul terremoto, ma il problema è che "ancora una volta" c¹è un "attacco alla libertà di informazione da parte di Silvio Berlusconi.

October 28, 2008

Lorenzo Matteoli ci segnala, dall'Australia, questo articolo di Michele Brambilla, apparso su "Il Giornale" di Milano 1l 27 ottobre, dal titolo I voltagabbana del Maestro Unico. Insieme alla segnalazione, il personale ricordo della sua maestra, che riportiamo dopo l'articolo di Brambilla. «Quando l'antica maestra intera si scisse nelle tre maestre per due classi, per ragioni sindacali contro il crollo demografico, si minò un pilastro della nostra convivenza». Ecco, non riuscivo a trovare le parole per esprimere quel che penso sulla questione del maestro unico, sui danni prodotti dalla sua abolizione, e perfino sulle ragioni («sindacali», non pedagogiche) che portarono alle tre maestre invece che una, e grazie al Cielo ho trovato un altro che aveva già messo in fila le parole giuste prima di me.

Lorenzo Matteoli ci segnala, dall'Australia, questo articolo di Michele Brambilla, apparso su "Il Giornale" di Milano 1l 27 ottobre, dal titolo I voltagabbana del Maestro Unico. Insieme alla segnalazione, il personale ricordo della sua maestra, che riportiamo dopo l'articolo di Brambilla.

October 21, 2008

...si ripropone a 4 anni di distanza il problema delle “classi separate”, per studenti islamici nella scuola italiana. Questa volta la proposta è nella riforma Gelmini (Governo Berlusconi 3). Nel luglio del 2004 era il preside dell'Istituto Magistrale Agnesi di Milano che proponeva una "classe speciale" per l'integrazione dei ragazzi islamici.

L'allora Ministro Moratti bloccò l'iniziativa e la "”, sinistra conforme”, " (come il coretto delle pecore “quattro gambe buono, due gambe cattivo”....di Orwelliana memoria) scatenò una campagna sostenendo la correttezza dell'idea del preside dell'Agnesi, contro il Ministro Moratti (Governo Berlusconi 2).

...si ripropone a 4 anni di distanza il problema delle “classi separate”, per studenti islamici nella scuola italiana. Questa volta la proposta è nella riforma Gelmini (Governo Berlusconi 3). Nel luglio del 2004 era il preside dell'Istituto Magistrale Agnesi di Milano che proponeva una "classe speciale" per l'integrazione dei ragazzi islamici.