Travolto da un torrente in piena di rimorsi, alla vista del corpo senza vita ma vivo di Davì sono scappato. Con le ossa ben in vista, barba fluente e incolta, mano tesa all'elemosina, Davì da Costa cercava di sopravvivere un giorno in più alla sua tragedia nella moltitudine della Central do Brasil. Il deserto dei suoi occhi, segno di un'anima irrimediabilmente inaridita, non gli hanno consentito di riconoscermi nel breve incrocio dei nostri sguardi. Però io ho rivisto il ragazzino di strada che dieci anni fa abbordai in strada proponendogli un percorso, un riscatto che non sarebbe mai venuto nonostante tutti gli sforzi. In strada faceva branco con William da Cruz, insieme si son fatti battezzare, abbracciati si avviarono verso il baratro delle droghe.
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