Premessa
Quando ho deciso di intervistare Francesca Calligaro, pensavo, con timore, che ne sarebbe derivata una intervista banale, del tutto scontata. Devo ammettere che dopo averne letto il curriculum, ho capito che mi trovavo di fronte un personaggio veramente interessante e fuori dal comune, tanto da dover ristrutturare lo schema di domande da porle.
Ma chi è Francesca Calligaro? È conosciuta ai più come la presentatrice, per molti anni, della trasmissione di RAI International La Giostra dei Gol. L'anno scorso, inaspettatamente, è stata dirottata su un altro programma, Made in Italy, nel quale ha immesso tutto il suo talento, non solo di presentatrice, ma anche di osservatrice acuta delle cose encomiabili che hanno fatto del nostro paese un punto di riferimento importantissimo nei vari nostri settori di eccellenza. Dal 30 gennaio la simpatica Francesca è rientrata con molto successo nei ranghi della Giostra presentando la trasmissione del sabato dedicata alle serie A e B del nostro campionato di calcio.
Cara Francesca, che circostanza l’ha spinta a farsi catapultare nel mondo del calcio, un mondo, se vogliamo, frivolo, non essenziale, considerando la sua preparazione culturale legata ad altri mondi, dalla laurea in Economia e Commercio, alla abilitazione all’insegnamento della lingua inglese, alla scuola di dizione e alle attività legate al mondo teatrale e dello spettacolo in generale?
Non credo che esistano argomenti frivoli, esistono modi superficiali di trattare qualunque argomento. Il calcio ha una sua storia fatta di sacrifici, sudore e passione, sto a proposito leggendo un bel libro sui 50 anni della FGC lega dilettanti, é bellissimo; il momento dello show del marketing e del denaro a palate interviene sopratutto nel terzo millennio, ed oggi inevitabilmente questo sport muove una gran fetta di economia, anche a livello televisivo questo ha un grande peso. Il mio avvicinamento al mondo del calcio é dovuto ad una serie di coincidenze, vi annoierei, ma ci tengo a ricordare mio padre, prima un grande giocatore, poi un esperto e un appassionato. Seguire questo sport, ora che lui non c'è più, me lo fa sentire più vicino. Sicuramente lui mi segue tutte le settimane! Quando avevo tre anni mi regaló un paio di scarpini, era un segno..
Una domanda indiscreta. Come è potuto riuscire ad una ragazza nata e cresciuta in Friuli, di concepire e realizzare il film “Con amore, Rossana†in napoletano antico?
Con amore Rossana è stato il lavoro piú appassionante di tutta la mia vita, se dovessi scegliere tra tutti i modi di comunicare la regia é senz'altro il più completo, il napoletano antico é stata una complicazione notevole (acting coach per due mesi, prove lunghe) ma un'inevitabile conseguenza della scelta di presentare il film sul mercato americano, e devo dire che ha funzionato, abbiamo vinto un sacco di premi! Il film Con amore, Rossana é stato scritto da tre donne (Calligaro, Boschi e Ghzzoni) e diretto a quattro mani da me e Paula Boschi.
Come si concilia il suo amore per lo spettacolo, come autrice di testi o come regista, con la conduzione di un programma dedicato al calcio?
Io amo comunicare, è questo il mestiere che ho scelto, anzi, che fortunatamente ha scelto me. Fare una foto, una regia, recitare una poesia o intrattenere un pubblico in tv sono espressioni molto diverse tra loro ma che io considero tutte parte della mia istintiva voglia di raccontare il mondo filtrato attraverso le mie emozioni. Da alcuni é considerato egocentrismo, io penso che in questo modo il mondo risulta molto più vario e divertente.
Il suo passaggio dalla Giostra al programma Made in Italy è stato da lei considerato un avanzamento professionale, una specie di premio? Anche se probabilmente l’audience di Made in Italy è stata senz’altro minore rispetto a quella della Giostra, non pensa che questo sia stato un tipo di programma più impegnativo e, per questo, più gratificante?
Ad agosto il curatore della Giostra ha deciso che io e Simona saremmo state un costo eccessivo e inutile e così ci ha escluse dalla trasmssione. Momento duro, quando ad agosto pensi di iniziare di li a poco e poi non accade. É andata così. Per fortuna il nuovo direttore Renzoni ci ha ripensato. Il passaggio fino alla Giostra del Sabato é avvenuto con una trasmissione deliziosa (non tutto il male viene per nuocere) che ho fatto volentieri e con la quale ho scoperto luoghi e realtá deliziose della nostra Italia.
Il suo ritorno alla Giostra del sabato rappresenta un primo passo per il ritorno definitivo al programma della domenica?
Per me é senz'altro importante il passaggio dopo 5 anni di calcio alla conduzione da sola (sia A o B) e lo devo al nuovo direttore che mi stima molto, fortunatamente. Il campionato di B é un'ottima palestra è piú complesso e variegato di quello della A, mi piacerebbe passare alla domenica, tutti sono piú rilassati davanti alla tv e si sta in compagnia tranquilla di quello che io considero il mio pubblico e la mia grande famiglia nel mondo. Magari arriveranno un sacco di richieste per e mail...chissá!
©Copyright Italiamica 2010 Tutti i diritti sono riservati |